mercoledì, dicembre 26, 2007
 
Anno decisamente intenso e pieno di uscite. Sicurezze e conferme. Poche le sorprese. *

1) Radiohead - In Rainbows
2) Explosions In The Sky - All of a sudden I missed everyone
3) Okkervil River - The Stage Names
4) Arcade Fire - Neon Bible
5) Vic Chesnutt - North Star Deserter
6) Spokane - Little Hours
7) Gravenhurst - The Western Lands
8) The Devastations - Yes, U
9) Altro - Aspetto
10) Edwood - Punk Music During The Sleep

poco fuori(11esimo n-esimo in ordine sparso: liars - piano magic - do make say think - port-royal - giardini di mirò - the national - LCD Soundsystem - ardecore - beirut - ex-otago - worrytrain - !!! - 65daysofstatic - calla - bill callahan - blonde redhead - modest mouse - bright eyes - caribou - editors - disco drive - mum - eluvium - art of fighting - iliketrains - johnnytwentythree - wilco - iron & wine - a toys orchestra - twilight sad - thee more shallows - ronin - picastro - menomena - animal collective - the shins - battles - tunng - stafrænn hákon - six organs of admittance - mixtapes & cellmates - jens lekman - red worms farm

più fuori(n-esimo ex aequo): a hawk and a hacksaw - amari - amore - amor fou - benni hemm hemm - stars of the lid - pinback - burial - the besnard lakes - the good, the bad & the queen - shellac - spoon - dinosaur jr - velvet score - virginiana miller - verdena - god is an astronaut - the weakerthans - ulrich schnauss - ohbijou - of montreal - artic monkeys - low - amiina - settlefish - shannon wright - frog eyes - interpol - les savy fav - my awesome mixtape - seabear - num9 - josè gonzales - justice - klima - les fauves - patrick wolf - uochi toki - uzeda - unkle - the album leaf - black dice - cocorosie - hrsta - maximo park - the autums - band of horses

dispersi(innamoramento istantaneo, ma poi nulla): bloc party - white stripes - the rakes - perturbazione - devendra banhart - clap your hands say yeah - nine inch nails

meglio dimenticare: architecture in helsinki - stars - marlene kuntz - emma pollock - smashing pumpkins

ce li rivedremo di sicuro o quasi (cresci bene che ripasso): sea dweller - i camillas - los campesinos - hermitage - trabant - don turbolento
 [disco bravo 2007]
Discobravo compilato con qualche ripensamento, dovuto alla fretta.
Non credo che il prossimo anno sarà così ricco. Tuttavia sono annunciati bei ritorni (A silver Mt. Zion, Gregor Samsa).

* Disclaimer: chi non c'è è per dimenticanza mia, o perchè non lo ritenevo nemmeno classificabile.
scritto da SigurRoS | 11:42 | commenti (13)


martedì, dicembre 18, 2007
 
Hang the dj Hang the dj!

scritto da SigurRoS | 21:04 | commenti (17)


lunedì, dicembre 17, 2007
 
Ho avuto una forte educazione cattolica. Vent'anni fa facevo battute sulla Chiesa che mi facevano molto ridere. Poi ho scoperto che avevano ragione le mie battute

L'Ambra Jovinelli è pieno come era prevedibile per lo spettacolo gratuito di Daniele Luttazzi. Il comico romagnolo propone dal vivo la sesta puntata di Decameron, quella che doveva andare in onda prima che lo mandassero via da La7 per intenderci.
Teatro pieno e gente fuori a sopportare il freddo davanti a un maxischermo. La puntata si apre con il consueto monologo di Daniele. Questa volta l'argomento è l'enciclica di Ratzinger, ma anche le altre religioni oltre al cristianesimo, colpevoli di occuparsi più di cose terrene che "spirituali". Sui moniti della Chiesa riguardo a DICO, gay, pillole, preservativi ecc. Luttazzi ribatte in modo preciso con citazioni varie da testi sacri. Inoltre abbraccia un punto di vista ateo per scherzarli: questi stessi testi sono dei libri di fantascienza.

Dopo il monologo è la volta dei Dialoghi platonici ed entrano in sala gli attori che hanno accompagnato il comico per tutto Decameron. Forse la dimensione teatrale rende giustizia agli sketch dove non è lui il protagonista. La scrittura di Luttazzi in questi anni è stata principalmente finalizzata ai suoi monologhi teatrali e non è detto che tutto quello che abbia scritto potesse funzionare in tv. Dal vivo, si ride decisamente di più sia nei dialoghi platonici, che negli "schizzi" singoli dove ogni attore interpretava un personaggio tipo, dalla manager, al bambino, alla moglie puttana..

Gli attori se ne vanno. Rimane solo l'attrice/voce femminile del programma che intervista Luttazzi per una lezione di satira. Secondo il comico dunque la satira deve innanzitutto piacere a chi la fa. Il metro di giudizio di una battuta è la risata del comico stesso. Dire che la satira è volgare significa limitarla, in quanto la volgarità stessa è lo strumento della satira. Spesso una battuta non fa ridere poichè tocca argomenti che nel nostro immaginario sono tabù. Viene anche citato Corrado Guzzanti (presente in sala), il quale ha detto che i limiti della satira sono già posti dalla legge con il reato di calunnia e diffamazione.

Il resto della serata è una riproposizione di vecchie battute, comunque sempre divertenti. Un modo per allungare la performance, visto che le puntate di Decameron durano un po' meno di un'ora.
Nel finale Luttazzi ringrazia tutti quelli che hanno collaborato al suo programma sospeso. E' stato un momento "serio" e umano dove il comico è parso quasi commosso e ha smesso di fare autoironia sulla sua sospensione. Si è visto quanto davvero ci tenesse alla sua creatura, alla sua arte. Ha parlato di Decameron come di "una macchina perfetta" e traspariva una sincera malinconia dalle sue parole.

La possibilità di continuare a vederlo a teatro in questi mesi non deve far dimenticare l'atto di censura che ha subito.
scritto da SigurRoS | 13:09 | commenti (4)


giovedì, dicembre 13, 2007
 
Feticismi

Oggi finalmente a mezzogiorno il postino ha suonato. Già sapevo di cosa si trattava. Dieci giorni di attesa spasmodica. Potevano esserci ritardi con lo sciopero dei tir, si diceva. In effetti, a qualcuno che conosco gli era arrivato qualche giorno fa.
Ovviamente sto parlando del Discbox dei Radiohead. Ora è qui. Pesa come un bambino. Ogni tanto lo accarezzo, ci parlo. A volte risponde.




Artwork in modo dettagliato qui e qui
scritto da SigurRoS | 16:10 | commenti (5)


mercoledì, dicembre 05, 2007
 
Mi dispiace oggi non posso venire a lavoro: ho la vagina e ce l'ho su tutta la faccia

La quinta puntata di Decameron a grande richiesta. Praticamente è un intero monologo di Luttazzi, tratto da "Come uccidere causando inutili sofferenze", spettacolo teatrale che il comico portava in giro qualche anno fa mentre era stato epurato dalla rai. Ho avuto anche l'occasione di vederlo dal vivo a Bologna.
Narrazione surreale di un viaggio di lavoro in Iraq. Non molto attuale, ma godibile come sempre. Speriamo che sia solo una pausa. Non credo che sia a corto di idee.

Decameron di Daniele Luttazzi [Quinta Puntata]
scritto da SigurRoS | 18:01 | commenti (12)


martedì, dicembre 04, 2007
 
Too much, too bright, too powerful

Da poche ore milioni di discbox sono in viaggio per il mondo. A quanto pare qualcuno già ha ricevuto la sua copia a casa, visto che si trovava il rip da stamattina. Per la gioia dei puristi audio, che tanto si erano fatti rodere il culo per gli mp3 a 160kbps, si trovano anche i FLAC.
MK1 per fortuna non è un tributo a Godano e riprende il discorso da dove si era interrotto con il primo disco, cioè da Videotape.
Down is the New Up è uno dei migliori esempi di "canzone Radiohead degli ultimi anni", con il pianoforte in primo piano. Aggiustano la mira rispetto a qualche episodio di Hail To The Thief e fanno di nuovo centro, grazie anche a una produzione perfetta, quanto quella delle tracce uscite ad ottobre. In effetti la prima cosa che si nota sono le stesse scelte a livello di sonorità, come gli archi che entrano ed escono. Questo particolare mi porta a considerare definitivamente In Rainbows come un doppio. Go Slowly, mi era piaciuta subito dal vivo per il suo incedere dolente ed inesorabile. Su disco, nella prima parte la voce di Yorke arriva dove sa solo lui. Nella seconda metà entra in gioco la chitarra. Per me, una delle migliori canzoni dei Radiohead da Kid A in poi. Passiamo l'intermezzo MK2, che si pensava fosse Spooks e invece no, è puro Greenwood. Last Flowers riprende il discorso piano-voce iniziale con un giro degno di Karma Police e ritornello con chitarra affiancata, fino alla coda. Altra gemma. Up on the Ladder rispetto agli episodi live è stata spogliata del suo piglio rock. Rimane il riff, ma è meno predominante e più ritmico, riprendendo il lato ossessivo di alcune loro composizioni. Bangers and Mash è Beck, nient'altro da aggiungere. 4 Minute Warning chiude in semplicità con un testo che sembra uscito da Ok Computer, visti i palesi riferimenti all'inquietudine della modernità. Se l'artwork del discbox è quello che gira in rete e ci sono anche le foto in studio (questa a lato ne è un esempio), i 40 pound sono ben spesi.
In Rainbows 2, per molti non aggiungerà nulla. E' una conferma scontata di una band che trasforma in oro ogni cosa che tocca. Scusate se è poco.
scritto da SigurRoS | 02:24 | commenti (6)