giovedì, giugno 30, 2005
 

Concerto-Verbalizza-Concerto-Produci-?

Nel giro di quattro giorni per ben due volte ho fatto oltre duemila chilometri. Alle 5 del mattino, dopo aver visto i Sonic Youth sono ripartito per Roma esclusivamente per verbalizzare un esame. Il giorno dopo, ossia ieri, ero già sul treno di nuovo per Ferrara. Oggi il ritorno nella capitale, per motivi di lavoro. Trenitalia dovrebbe farmi un monumento.

Ieri nella città estense c'era Conor Oberst. C'erano anche i Faint, ma per me c'è stato solo lui, poichè siamo arrivati che i Faint stavano finendo. Nonostante fosse gratuito, mi pare che ci fosse meno gente che per i sonici. In effetti anche il pubblico era diverso: non più sfattoni (post-)adolescenziali; si sta tranquilli, c'è una brezza che rende gradevole una serata con l'incubo della pioggia, che non arriverà mai; i fans accaniti stavolta hanno un'altra forma di isteria che consiste nel travolgere chiunque sia nelle prime file, non per vedere meglio il concerto, bensì per fare le foto da vicino.

Quando i roadie hanno finito di fare il loro dovere sugli schermi dietro al palco parte un conto alla rovescia, che inizia da 100. C'è un "che palle" generale, ma poi la velocità del contatore aumenta vorticosamente e tutti tiriamo un sospiro di sollievo. Sul palco salgono in nove: due batterie, due chitarre, un basso, due archi, due tastiere. L'ex ragazzo prodigio arriva per ultimo, come la classica ciliegina.

Visti i componenti non è difficile capire che scaletta sarà principalmente incentrata sul disco "elettrico" dei due usciti quest'anno. "Digital ash in a digital urn" è considerato dai più il disco minore, rispetto al più intimista "I'm wide awake it's morning". Minore forse, ma baciato dalla medesima classe e dunque degno di una riproposizione quasi integrale dal vivo. "Down in a Rabbit Hole" è la mia preferita di tale album e verso metà concerto vengo accontentato. Notevole anche "I believe in Symmetry" con una splendida coda strumentale nella quale gli archi la fanno da padroni. Rarissimi gli episodi presi dal passato. "Lover I don't have to love" è l'unico episodio preso da "Lifted..." e si poteva sicuramente fare qualcosina in più. Prendiamola come la bellezza delle cose effimere, va.

Oberst mostra delle doti di frontman che non mi aspettavo. Una scheggia impazzita che salta ovunque, tenendo in apprensione tutti noi: sale in piedi sulle tastiere, sulla batteria "oddio oddio, mo cade...". Parla un po' fra una canzone e l'altra, fra aneddoti e complimenti: dalle sue parti, dice, una manifestazione simile, in un contesto così spettacolare come il castello estense, non è possibile. Beh, meglio per noi.
Nella conclusiva "Easy/Lucky/Free" scende nelle prime file a baciare i primi che si trova davanti. Fa un po' Festivalbar, ma a lui possiamo perdonarlo, anzi l'invidia verso i fortunati destinatari delle effusioni ci assale. Proprio nell'ultima spericolatezza cade, ma si rialza in un meno di un secondo. Esce fra gli applausi urlando "Make yourselves free", che a giudicare dal casino che crea negli ultimi minuti va inteso come "Fate un po' come cazzo vi pare". Magari fosse sempre così.

scritto da SigurRoS | 20:22 | commenti (15)


mercoledì, giugno 29, 2005
 

Ho qualche dubbio sull'utilità dei navigatori satellitari. Finchè sei in autostrada va tutto bene, ma sarebbe lo stesso senza una vocina del cazzo che ti dice "girare a destra" quando vedi un cartello enorme con scritto Ferrara. Poi appena entri nella città e davvero hai bisogno, il segnale GPS se ne va e la vocina si incanta su "girare a sinistra" che vorrebbe dire farsi un isolato fino a finire la benzina. Per fortuna tutte le strade portano a Piazza Castello, o almeno quella principale sì.

Arriviamo quando i Fantomas hanno appena iniziato. Si lasciano ascoltare distrattamente e Mike Patton che dice soccmell è piuttosto surreale. Mi sa che li ricorderò solo per questo. Non c'è molta gente, si sta larghi e riesco ad arrivare nei pressi del palco agevolmente.

Intorno alle 22.15 Lee Ranaldo entra sul palco insieme a Jim O'Rourke. Poi arrivano gli altri con Kim che si fa attendere un po' di più. A giudicare dal vestito inesistente sulle gambe deve aver visto Studio Aperto il pomeriggio, che infatti segnalava un'umidità del 99% nella città estense. Partono "calmi" con I love golden blue, come a Bologna. Poi è un delirio crescente, viscerale come il rapporto che ha Thruston Moore con la sua chitarra. E quando Lee alza la sua, c'è una scritta chiara e semplice: Noise.
Più volte mi concedo il pogo, perchè c'è abbastanza spazio da entrare e riuscire in tranquillità. Sono circondato da emuli di Cobain che ciondolano il capo fatti di nonsochè, slovene isteriche tacchinate dal sosia di Pascal Vicendomini con la vecchia scusa delle canne e, per fortuna, gente normale.
Ci sono poi quelli che tirano le bottigliette d'acqua. Ma ai Sonic Youth non gliene frega praticamente un cazzo, solo Kim si stranisce un po'. Uno dei tiratori viene individuato dalla security. Una sorta di Jonah Lomu si alza sulle transenne al solo scopo di spaventare. Ma di risposta si prende un dito medio ed allora è costretto a calpestare le prime file per venire a prendere il provocatore, che nel frattempo è scappato.
Kool thing con riferimenti a Bush, e da lì in poi la signora Moore si raddolcisce e perdona il pubblico facendolo cantare a squarciagola "I don't wannaaaa, I don't think so". Su Teen age riot anche la mia compagna si lascia coinvolgere nella bolgia. Chiude uno dei finali più distorti che abbia mai sentito. O'Rourke che frusta la sua chitarra con un metro metallico; Ranaldo agita dei campanellini; Steve suona la batteria con i piatti al posto delle bacchette; Thruston non ho capito bene cosa facesse, ma la faceva bene.

scritto da SigurRoS | 12:23 | commenti (4)


lunedì, giugno 13, 2005
 

Si mobilitano in milioni; fanno ore di fila, razionalizzando le risorse alimentari, onde evitare di andare al cesso e perdere il posto nella coda; per un funerale. Poi però quando c'è da andare in un seggio elettorale dieci minuti stanno a casa.
Chissà che ne penserà un vescovo col Parkinson(un Woytila qualsiasi), fra 15 anni, se la medicina avrà trovato una cura per la sua malattia, tramite la sperientazione sulle cellule staminali. Non ricorrerà a tale cura perchè è peccato?
E' il mondo che gira al contrario. Al mio seggio hanno votato più uomini che donne. Al mio seggio una vecchia di novant'anni si è fatta due chilometri a piedi, senza accompagnatore per votare. E per poco non mi crepa nella cabina. Al mio seggio sono stato a spulciare gli elenchi e ho visto parecchi nomi di ragazzi della mia età che hanno disertato le urne.
E comunque abbiamo chiuso con un onorevole(?) 38%.

scritto da SigurRoS | 20:56 | commenti (22)


mercoledì, giugno 08, 2005
 

Eppur (qualcosa) si muove

I Sigur ros hanno scritto un pezzo nuovo, una sorta di tema per il balletto reale danese, che ha interpretato la fiaba di Andersen "La piccola fiammiferaia". E possibile scaricare il video del balletto, trasmesso dalla televisione danese, in occasione delle celebrazioni per il duecentesimo anniversario della nascita del noto favolista:

Download 20mb(tasto destro, salva con nome)

scritto da SigurRoS | 20:52 | commenti (6)