martedì, marzo 29, 2005
 

Nuovo pezzo dei Radiohead

Scaricabile da questo sito. Per ora non me la sento di commentare, però è piacevole risentire Thom Yorke.

scritto da SigurRoS | 01:57 | commenti (8)
 

Il treno è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita.

Ennesimo viaggio Bologna-Roma. Salgo sull'intercity stracolmo. Nei corridoi non ho nemmeno il posto per sedermi. Vicino a me un soldato di Bari, che torna a Firenze dove fa il servizio militare. Suona la chitarra, è appassionato del rock anni '70. Non sa se continuerà con la carriera militare. Mi pare che Morandi c'abbia fatto una canzone. L'altro vicino di corridoio è un sudamericano che lavora a Roma come pizzaiolo. E' nella capitale da otto anni, parla romano.
La nostra socializzazione viene interrotta bruscamente da quanto avviene nello scompartimento davanti a dove siamo noi. Ci sono due rumene che hanno rimorchiato due toscani. Sembra di essere spettatori di un b-movie con Alvaro Vitali. Le due rumene dicono di essere due turiste, fingono di non parlare bene l'italiano, fanno le timide. In poche parole sono in piena fase "addrizzacazzi". Ridacchiano e sussurrano finte parole d'amore ai due maschi italici che si compiacciono nei loro sorrisi da ebeti.
Il militare che è accanto a me ogni tanto si rivolge alle ragazze chiamandole "troie". Ma loro fanno finta di non capire, sorridono anche se in realtà hanno capito tutto. Tuttavia chi siamo noi per smascherare quel capolavoro strategico?
Alla fase addrizzacazzi segue la fase "scroccoalloggio" e l'eventuale "tifregotuttiisoldinelsonno". I sussurri diventano avances esplicite. Una di loro dice di volere un bel toro. Il ragazzo risponde che è dei gemelli. Allora si passa al mimo di varie posizioni del Kamasutra e finalmente i due ci cadono come due allocchi. Offrono alloggio alle signore e a Firenze scendono tutti insieme.

Finalmente lo scompartimento si libera io e il sudamericano ce ne impossessiamo. Ma dopo due minuti la pace è di nuovo interrotta. L'intera carrozza è invasa da un'orda di pseudoballerine di hip hop, funky e danza moderna. Da quanto intuisco tornano tutte a Roma, dopo uno stage a Bologna. Parlano di quanto sono bravi Brian, Garrison e Steve di Amici di Maria, più altri cento nomi di maestri fichissimi. Cerco di consolare il pizzaiolo, che ogni cinque minuti mi chiede quanto manca. I loro pettegolezzi del cazzo m'innervosiscono a tal punto che le ultime ventipagine di un libricino di Bukowski le leggo in un'ora e mezza.
Ho appena finito il libro quando sento:"Aoh me devo compra' er ciddì de Bioncè è popo caruccio, ce l'hanno messo in palestra, te fomenta na cifra!". Cerco la salvezza nel mio lettore CD. Provo con In Quiete dei CSI, così magari mi calmo. Ma i loro schiamazzi rendono impossibile l'ascolto. E' la volta dei Mogwai. Fisso il display per tutta la durata di Happy songs for happy people e la musica copre le loro chiacchiere. Quando il disco finisce sono ancora a Chiusi. Non mi rimane che chiudere gli occhi e fingermi morto, magari m'addormento. A Orte rinuncio e me ne vado in corridoio.
Il passaggio a Settebagni viene salutato come fece Colombo quando vide l'America.

Comunque gli A Toys Orchestra a Ravenna non erano male.

scritto da SigurRoS | 01:09 | commenti (14)


martedì, marzo 15, 2005
 

"Aoh, ma solo froci e shampiste a sta facoltà?"*
E' partito il secondo semestre. I corsi sono più interessanti, occupano più tempo e così, volente o nolente, approfondisco la conoscenza dei miei colleghi. E più approfondisco e più lo sgomento mi assale.
Durante una lezione di Teoria e tecnica della comunicazione di massa è intervenuto Ettore Bernabei, uomo a capo della RAI nel periodo dal 1961 al 1974. L'aula magna è colma, grazie al contributo di presenze dato dagli studenti del DAMS, magra consolazione che c'è qualcuno che sta peggio di noi.
Bernabei parla, parla, parla, magari dice anche qualcosa d'interessante, ma nessuno se lo fila. Poi gli studenti si svegliano dal loro torpore, grazie alla parolina magica: "reality". L'ex presidente della RAI lancia un duro attacco alla nuova televisione e ai programmi meglio la rappresentano. All'invito a non guardare i reality scatta un applauso generale. "E' l'applauso più importante della mia vita", dice commosso. A questa frase seguiranno altri battiti di mani, gente che si alza in piedi, urla di "bravooo bravooo!!".
Purtroppo Bernabei ignora che la maggioranza della clack improvvisata abbia trascorso tutta l'ora di lezione a spulciare Leggo, in particolare la rubrica di posta tenuta da Maria De Filippi.

*frase detta da una persona esterna all'università, appena entrata nella nostra aula.

scritto da SigurRoS | 21:54 | commenti (17)


mercoledì, marzo 09, 2005
 

Se mio nonno aveva tre palle era un flipper...

"Se Giuliana Sgrena non fosse andata in una zona pericolosa dove era stata sconsigliata, per mire giornalistiche, Nicola Calipari forse sarebbe ancora vivo". Lo afferma Roberto Calderoli, ministro per le Riforme, parlando con i giornalisti alla Camera. Calderoli ha spiegato che a suo avviso sarebbe necessario mettere "il divieto assoluto" alla presenza di civili in Iraq. "Poi se qualcuno se la va a cercare, chi è causa del suo mal pianga se stesso". Ma quindi la Sgrena se l'è cercata? "Altroché: è andata in una zona pericolosa per mire giornalistiche. Se non fosse andata, forse Calipari sarebbe ancora vivo".

Da Repubblica

scritto da SigurRoS | 18:09 | commenti (8)


giovedì, marzo 03, 2005
 

 "10 con amore"

Così c'era scritto su un poster della tua foto più famosa. La vidi per la prima volta a 7 anni, sul gabbiotto del fruttivendolo al mercato della Montagnola. Lo stesso poster poi ha occupato una parete della mia camera finchè ha retto.

Quel numero era anche sulla mia prima maglietta della Roma. Quando ancora non c'erano i nomi ad accompagnare le cifre dietro le casacche. Tanto tutti sapevano che al dieci corrispondeva il nome tuo.

Tu sei stato la mia bandiera, quand'ero bambino, quando per me c'era solo un pallone e due porte. E non conoscevo le scommesse, il doping e tutti i soldi che guadagnavi.
In una nazionale di ragazzi terribili, eri il fulcro. L'unico convocato, ci rappresentavi solo tu ed ero orgoglioso.

Non ci hai mai dato lo scudetto, io nemmeno te l'ho mai chiesto. Una finale di Coppa Uefa persa e versai le mie prime lacrime di rabbia calcistica. Pianti che si ripetevano ogni anno, quando al massimo raggiungevamo i quarti nell'Europa che non conta. Ho ancora negli occhi la tua commozione dopo il goal che ci qualificava contro lo Slavia Praga. Tutto inutile, venimmo eliminati pure lì e non vi si poteva dir nulla.
I derby che finivano sempre in pareggio. Le tue corse memorabili sotto la Curva Sud, dove rimanevi in mutande. Le mie corse dietro a te, all'hotel Cicerone fino al cinema Adriano. Tu e Cervone scavalcavate sempre i cancelli dietro l'albergo.

L'addio è stato brusco eppure non ti ho dimenticato. Le tue figurine sono ancora appiccicate nella mia stanza, i poster li conservo e ho perfino la scheda telefonica dove hai la maglia del Lecce.
Quando sei andato dalla De Filippi non mi sei calato. Mi è venuto da ridere a vederti fare l'istruttore di calcetto. Da allenatore non hai avuto grande fortuna finora. Chi è a capo della società giallorossa non ti lascia il posto dirigenziale che meriti, per rancori che ignoro.

Purtroppo quando ho sentito al Tg Regione: "Scende in campo con Forza Italia il Principe Giannini.." il cuore non ha retto.

scritto da SigurRoS | 00:11 | commenti (11)